La prevenzione cardiovascolare incontra spesso persone che si sentono bene. La farmacia può offrire un’occasione accessibile per conoscere alcuni fattori di rischio, parlarne e individuare quando approfondire. Il risultato utile è una persona più consapevole, collegata a un percorso assistenziale appropriato.
Le iniziative europee richiamate da Diagnostica di Prossimità mostrano quanto la farmacia possa contribuire alla prevenzione. La lezione organizzativa è concreta: misurare pressione o colesterolo diventa più significativo quando il servizio prevede anche restituzione, invio e follow-up.
Scegliere una domanda chiara
Uno screening deve precisare popolazione, fattori di rischio considerati, esami proposti e modalità di approfondimento. Una misurazione occasionale della pressione, per esempio, non equivale da sola alla diagnosi di ipertensione. Anche un valore lipidico va collocato nella storia clinica e terapeutica della persona.
La preparazione va definita per il pannello e il metodo utilizzati. Non è corretto imporre un digiuno identico a tutti gli esami né dichiarare che non serva mai: occorre seguire le istruzioni del sistema e le indicazioni del percorso clinico.
Il rischio globale richiede gli strumenti adatti
Strumenti come SCORE2 e SCORE2-OP hanno popolazioni, fasce di età e condizioni di impiego definite. Non sono calcolatori universali da applicare indistintamente a persone con diabete, malattia cardiovascolare già nota o altre condizioni che richiedono una valutazione specifica.
Un punteggio deve essere interpretato nel contesto appropriato e non sostituisce la valutazione medica. Il farmacista può facilitare la raccolta delle informazioni e la comprensione del rischio, entro le competenze e il modello organizzativo del servizio.
Organizzare l’esito prima della giornata di screening
- Definire come vengono comunicati risultati e limiti delle misurazioni.
- Concordare i criteri di invio e i contatti utilizzabili con il medico.
- Distinguere l’approfondimento programmato dalla necessità di valutazione tempestiva.
- Prevedere un richiamo, se il programma lo comprende, e registrare l’esito del percorso.
Misurare il lavoro della farmacia
Il numero di persone raggiunte descrive l’accessibilità. Il numero di persone che comprendono le indicazioni e completano gli approfondimenti aiuta a valutare la continuità. È utile raccogliere entrambe le informazioni, insieme a qualità delle misure, ripetizioni e tempi del servizio.
Nell’approccio Lazzaned, la configurazione tecnologica deve partire da questo progetto: quali informazioni servono, con quali prestazioni e con quale organizzazione. La relazione costruita dal farmacista consente al controllo di diventare un’occasione di prevenzione concreta, da condividere con il medico della persona.
Fonti e riferimenti
- ESC, SCORE risk chartsStrumenti e condizioni di impiego per la stima del rischio cardiovascolare.
- Trial RxEACHStudio su un intervento strutturato del farmacista per la riduzione del rischio; contesto canadese.
- Commissione europea, screening cardiovascolare in farmaciaEsperienza organizzativa della campagna portoghese.
Approfondisci con Lazzaned
- Il percorso di screening LazzanedContinua il percorso o richiedi un confronto sul progetto della tua farmacia.
- BIOSCAN: scheda della soluzioneInformazioni sulla soluzione e sulle condizioni del servizio; verificare menu test, IFU e configurazione.
- LAZZANED BP: scheda della soluzioneInformazioni sulla soluzione e sulle condizioni del servizio; verificare menu test, IFU e configurazione.
Il contenuto ha finalità informativa e non sostituisce istruzioni d’uso, procedure interne, valutazione clinica o consulenza normativa.

