Il cittadino non incontra un organigramma: incontra un bisogno. Vuole capire se un controllo sia utile, se il risultato sia affidabile e quale passo compiere. La diagnostica di prossimità risponde meglio quando le competenze professionali sono riconoscibili e collegate.
Il farmacista può occupare una posizione centrale in questo percorso. La presenza sul territorio, il rapporto continuativo con le persone e la conoscenza dei medicinali facilitano l’accesso a servizi appropriati. Per valorizzare questo contributo occorre descrivere le attività concretamente svolte e i relativi limiti.
La responsabilità del farmacista è concreta
Selezione secondo il programma, corretta identificazione, raccolta del campione quando consentita, utilizzo del sistema, controlli previsti e comunicazione dell’esito richiedono competenza. Non sono passaggi accessori né attività rese superflue dalla semplicità apparente dell’analizzatore.
Il farmacista deve inoltre riconoscere quando il servizio non sia adatto alla situazione e indirizzare la persona alla valutazione necessaria. Il valore professionale comprende anche questa decisione.
Il medico colloca il dato nella storia clinica
Sintomi, anamnesi, comorbilità e terapia danno significato al risultato. Diagnosi e decisioni terapeutiche richiedono il professionista competente. Il collegamento con il medico deve quindi essere definito nei percorsi che utilizzano il POCT a supporto della decisione clinica.
La legge 182/2025 riconosce espressamente test decentrati a supporto del medico di medicina generale e del pediatra per l’appropriatezza prescrittiva e il contrasto all’antibiotico-resistenza. È uno spazio di collaborazione da tradurre in regole operative.
La competenza di laboratorio governa la misura
Biologi e medici di laboratorio possono contribuire a scelta e verifica dei metodi, comparabilità, programmi di qualità e gestione delle discordanze. Quando il modello organizzativo richiede una struttura laboratoristica di riferimento, il collegamento va costruito secondo le regole applicabili.
Non è possibile dedurre un obbligo identico per ogni servizio dalla sola etichetta POCT. Occorre distinguere contesto, prestazione, dispositivo e disciplina regionale.
Rendere visibile chi fa che cosa
- Identificare il responsabile di ogni fase del percorso.
- Chiarire il documento consegnato e chi assume la responsabilità del suo contenuto.
- Stabilire i contatti per approfondimenti, anomalie e urgenze.
- Verificare che il personale conosca le stesse procedure.
L’eventuale firma di un documento a valle non sostituisce la qualità del campione o il lavoro del farmacista. Allo stesso modo, l’esecuzione del test non attribuisce automaticamente competenze diagnostiche ulteriori.
Nella visione Lazzaned, dare centralità alla farmacia significa fornire strumenti e organizzazione perché il farmacista eserciti bene il proprio ruolo. La collaborazione rende quel ruolo più riconoscibile e il percorso più utile al cittadino.
Fonti e riferimenti
- Legge 182/2025, articolo 60Modifiche alla disciplina dei servizi erogati dalle farmacie.
- Decreto ministeriale 16 dicembre 2010Prestazioni analitiche di prima istanza, organizzazione, informazione e formazione.
- Regolamento (UE) 2017/746Destinazione d’uso, requisiti di sicurezza e prestazioni dei dispositivi IVD.
Approfondisci con Lazzaned
Il contenuto ha finalità informativa e non sostituisce istruzioni d’uso, procedure interne, valutazione clinica o consulenza normativa.

