Una persona acquista un integratore per capelli e unghie e, qualche giorno dopo, esegue un controllo. Le due attività possono sembrare scollegate. Per alcuni metodi diagnostici, però, conoscere l’assunzione di biotina è importante quanto conoscere un farmaco.
La biotina può interferire con determinati immunodosaggi che utilizzano il sistema biotina-streptavidina. Non significa che ogni integratore alteri ogni esame, né che tutti i POCT siano sensibili allo stesso modo. Il rischio dipende dal metodo, dalla dose, dal tempo trascorso dall’assunzione e dalle caratteristiche della persona.
Il numero può cambiare in direzioni diverse
L’interferenza può produrre risultati falsamente elevati o falsamente bassi secondo l’architettura del saggio. La FDA richiama in particolare il rischio di valori di troponina falsamente bassi con alcuni metodi. La conoscenza dell’interferenza va quindi riferita allo specifico test, senza estenderla automaticamente a un’intera tecnologia o a un marchio.
Un profilo inatteso non dimostra da solo che sia presente biotina nel campione. La discordanza è un motivo per verificare, non una spiegazione da assegnare senza approfondimento.
Che cosa chiedere prima del test
La scheda del servizio dovrebbe prevedere una domanda su farmaci e integratori, comprendendo il nome del prodotto e, se disponibili, dose e ultima assunzione. Il cittadino può non considerare una vitamina degna di essere segnalata: spiegare il motivo della domanda facilita una risposta utile.
La raccolta deve rispettare la riservatezza e limitarsi alle informazioni necessarie al percorso. Una confezione o una fotografia dell’etichetta possono aiutare a identificare il prodotto senza affidarsi alla memoria.
Non esiste un tempo di sospensione universale
Non è corretto indicare a tutti di interrompere l’integratore per un numero fisso di ore. Le raccomandazioni dipendono da test, dose e contesto clinico. Occorre consultare le IFU e il referente competente; terapie e prodotti prescritti non vanno sospesi autonomamente per eseguire un controllo.
Quando il risultato è discordante, il percorso può prevedere un approfondimento con il laboratorio o con un metodo appropriato differente, secondo la valutazione professionale.
Una procedura semplice da rendere stabile
- Inserire gli integratori nella raccolta preliminare delle informazioni.
- Verificare nelle IFU se il saggio utilizza un principio suscettibile all’interferenza.
- Documentare l’eventuale esposizione e la discordanza osservata.
- Concordare con il referente clinico il passaggio successivo.
La farmacia possiede una posizione favorevole per collegare uso dei prodotti e qualità diagnostica. Una domanda posta con competenza può migliorare il servizio prima ancora che il campione raggiunga l’analizzatore.
Fonti e riferimenti
- FDA, Biotin Interference with Troponin Lab TestsRichiamo al rischio di risultati falsamente bassi per alcuni dosaggi della troponina.
- FDA, Testing for Biotin Interference in IVD DevicesGuida tecnica sulla valutazione dell’interferenza da biotina.
- Regolamento (UE) 2017/746Destinazione d’uso, requisiti di sicurezza e prestazioni dei dispositivi IVD.
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